10° Photo Digital Doganella di Ninfa

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GIURIA

Fabio Del Ghianda – AFI  BFI  AFIAP – Circolo Fotoamatori San Vincenzo – Livorno (LI)

Antonio Mercurio – AFI – Foto Club Latina, BFI – Latina (LT)

Luigi Passero – AFIAP BFI – Foto Club Latina, BFI – Latina (LT)

Giancarlo Malafronte – EFIAP/b – Phõs F&C – Doganella di Ninfa (LT)

Alfredo Sanguigni – Fotografo Professionista – Latina Scalo (LT)

CALENDARIO

Data Scadenza       29 OTTOBRE 2019

Riunione Giuria            2 e 3  NOVEMBRE 2019

Risultati                         ENTRO 13 NOVEMBRE 2019

Premiazione             8  DICEMBRE 2019 ore 10:00 presso Aula Consigliare del Comune di Sermoneta

Proiezione                    8 DICEMBRE ore 10:00 e 14:00

DISPONIBILITA’ LINK PER CATALOGO   31 DICEMBRE 2019

MEMORIAL LUIGI GALAMINI

LUIGI GALAMINI

Avvocato, pubblicista, nato a Roma il 1 febbraio 1925, discendente dall’antica famiglia di Galligai (citata da Dante nel XVI Canto del Paradiso), le cui origini risalgono al tempo del Sacro Romano Impero (Carlo Magno ha nominato Guido Galligai cavaliere dell’Impero).

Nel corso dei secoli i Galamini hanno abitato nel 1200 nel Sesto di Porta San Pietro in Selleraggio a Firenze; costretti ad emigrare per la sconfitta delle forze ghibelline, di cui facevano parte, si trasferirono a Brisighella, in Romagna, dove possedevano un vasto feudo (quì è nato nel 1554 Agostino Galamini, cardinale dell’Ara Coeli,  maestro generale dell’ ”Ordo praedicatorum” che, in sede di Controriforma, ha confutato le tesi di Martin Lutero).

Nei primi anni del 1600 si spostarono a Recanati dove avevano vaste proprietà terriere. Giacomo Leopardi parla spesso dei Galamini ai quali era legato da strettissima parentela.

   Luigi Galamini si laureò in legge e filosofia presso l‘università “La Sapieza” di Roma, nel 1950, la sua passione per l’agricoltura gli fa maturare la decisione di lasciare la capitale per vivere a Doganella di Ninfa.

   La famiglia Galamini si preoccupò immediatamente di dare al piccolo borgo ancora in fase di costruzione gli strumenti per sopravvivere, in particolare, il conte, aiutò l’amministrazione di allora ad ottenere i fondi per la costruzione dell’ufficio postale e della farmacia. Carattere schivo e dal cuore d’oro era sempre pronto ad aiutare il prossimo, è stato per Doganella un grande benefattore. 

La sua cultura, la passione per la letteratura e la stima che aveva ottenuto gli consentirono di diventare Censore della Banca d’Italia, un incarico prestigioso e di massimo rispetto. 

Ha insegnato per un triennio in qualità di assistente alla Cattedra di Filosofia del Diritto all’Università di Roma. Ha pubblicato un volume di filosofia Esistenza e coesistenza (Giuffrè ‘52) e una raccolta di versi Poesie metafisiche (San Marco Libri ’90). Ha collaborato come giornalista alla Rivista “Rassegna dell’Agricoltura italiana” e al giornale svizzero “L’agricoltore ticinese”.